Cane misto

Leo è uno spinone spinnacchiato di pelo misto, quello sulla fronte è lungo e liscio e deve mettere mollettine che per toglierle poi è un inferno, il resto è riccio. Solitario, attento alla dieta, e pieno di mestizia. Spaventa tutti con la sua voce gorgogliante.

Selettivo, rompigastoni, non si accoppia per non sporcarsi.

Abbaia forte quando Nina, la sua padrona, va a ballare in balera. Mostruosamente geloso.

Leo ha un manuale della padrona perfetta, un po’ come l’uomo, che si avvelena senza antitodo (perché quella si è presa, compagna, e non cambierà). Nina non è perfetta. Da un po’ ritorna pure con odori di maschio addosso e fichi a quantità. Li mangia per casa e mugola “Sono un miele…”. A Leo gli monta la rabbia.

Leo ha capito che

1) ci deve essere un fidanzato

2) la dieta per controllare le rotondità è un bluff: ingoia pillole che disintegrano gli zuccheri complessi, alimenti senza glucosaccaridi e poi i fichi… ma dai

3) lui è l’unico che non si accoppia.

Leo ha preso su internet, qualche giorno fa, una dose di penthotal (una seria prenotazione e molta attenzione: una dose sbagliata può essere letale). E non ha nemmeno potuto far spaventare il postino che già è zoppo per quell’occhio di pernice al piede destro e, a suonare, ci va con misura per la paura. Che rabbia.

Silenzioso, deve avere per forza tra le zampe il pacco grigio della verità per sapere chi è questo uomo che la fa danzare come un aquilone.

Leo è di bilanci, ripensa alle sue fidanzate: un rapporto incestuoso con una della sua cucciolata qualche anno fa e due bacetti con la canuzza del vicino, Fluffy, ai tempi incantevole.

Nina torna a casa con Flavio, alto, bello e nelle mani tiene un osso. Leo, agile come un dinosauro si libra nell’aria per acchiapparlo. Flavio cade su Nina, il pacco grigio si schiaccia sotto le sue scarpe, il cancello è aperto, Fluffy lì davanti sta facendo la pipì… Leo fa un ragionamento sull’indispensabile: osso dentro, Nina dentro, Fluffy pure, Flavio fuori, e richiude il cancello. Ritorna la pace.

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